La Ronda di notte (De Nachtwacht in olandese, The Night Watch in inglese) è uno dei più noti ed importanti dipinti di Rembrandt van Rijn.
Fu realizzato nel 1642 ad Amsterdam, per la sala delle riunioni civiche alla Kloveniersdoelen, la nuova sede della guardia civica cittadina, i Kloveniers. Rappresenta la Compagnia del Capitano Frans Banning Cocq al momento dell’adunata.
Le principali notizie sull’opera, in meno di cinque minuti:
Ronda di notte – Rembrandt, 1642
Negli anni ’40 del 1600, Amsterdam era una delle città più ricche d’Europa.
Stavano arrivando i denari della Compagnia delle Indie, e la città non vedeva l’ora di spendere ed ingrandirsi. Tutto veniva costruito più grande e più bello.
In quegli anni fu costruito anche il Kloveniersdoelen, la nuova sede di uno dei corpi di guardia della città: i Kloveniers, gli archibugeri.
Queste milizie erano più che altro delle confraternite, delle associazioni di cittadini borghesi, che si assumevano il compito morale, oltre che materiale, di proteggere la città dai nemici. Erano i difensori della Patria.
Fare parte di queste milizie era un grande privilegio. E, ovviamente, ci volevano i soldi.
Per decorare le grandi pareti della sala grande del nuovo quartier generale, le varie compagnie di archibugeri commissionarono ai principali pittori in circolazione, una specie di foto ricordo, una serie di grandi dipinti che ritraevano in posa gli ufficiali, ossia coloro che pagavano il quadro.
A dipingere il ritratto della compagnia del capitano Frans Banning Cocq, passato poi alla storia come la “Ronda di notte“, fu chiamato l’artista migliore sulla piazza: Rembrandt.
Rembrandt è, all’epoca, il ritrattista più desiderato di Amsterdam. Il suo modo di dipingere la luce affascina tutti quanti.
Per realizzare l’enorme ritratto della compagnia gli ci vollero quasi 2 anni, fra il 1640 ed il 1642. E 100 fiorini per ognuna delle teste dei partecipanti. Una bella cifra.
La particolarità dell’opera di Rembrandt è nell’apparente confusione.
Nel ritratto che Joachim von Sandrart realizza, per la stessa occasione, della compagnia del capitano Cornelis Bickler, ci sono 19 bellimbusti che al più girano le teste in direzioni diverse, forse per mostrare il profilo migliore.
Il ritratto di Rembrandtt è decisamente più vivo, più vero.
Il capitano Banning Cocq chiama a raccolta la compagnia e tutti si affrettano a mettersi in marcia.
Ognuno compie il proprio dovere: chi comincia a sbandierare, chi carica l’archibugio, chi inizia a far rullare il tamburo.
La luce, che arriva dall’angolo in alto a sinistra, unisce la scena. Scende con forza crescente per portare l’occhio dell’osservatore al centro, nel triangolo delle figure principali:
- l’enigmatica ragazzina vestita di giallo, che certamente non è un ufficiale baffuto e forse è solo un simbolo: il simbolo della vittoria, con il suo vestito solare. Innalza il calice celebrativo della compagnia, e appeso alla cintura porta un pollo a testa in giù, simbolo del nemico predato e gioco tra immagine e parola col nome del comandante Cocq.
- Il luogotenente Willem van Ruytenburch, primo ufficiale, che arresta lo sguardo con la sua alta uniforme sgargiante ed indica, con la punta della lancia, il verso opposto, per guidare la vista verso il terzo protagonista.
- Il capitano Frans Banning Cocq, di professione medico, che assume per l’occasione le vesti di comandante: elegante abito nero, gorgera d’ordinanza, bastone del comando, e fascia rossa diagonale, simbolo del potere.
Compie un solo gesto il capitano: ordina l’avanzata, con il braccio proteso e messo a fuoco dall’arrivo della luce. Reso con una tridimensionalità rara, come sapeva fare forse solo Antonello da Messina.
Il braccio che esce dal dipinto è la chiave della composizione, e Rembrandt vi applica tutte le sue doti.
Punta avanti il comandante, per sé e per i suoi prodi.
E di strada ne farà anche nella vita, sposando l’ereditiera di un commerciante ricchissimo e diventando addirittura, una decina d’anni dopo, borgomastro della città.